Il Dr. Andrea La Torre è un medico libero professionista, specialista in Otorinolaringoiatria, e si occupa attualmente in modo specifico di disturbi a carico dell' orecchio interno (coclea, labirinto) e di terapia anti-idrope e non di otorino generale.
Offre consulenza e terapia specifica sia in ambulatorio a ROMA, sia, più comodamente e con numerosi vantaggi, attraverso consulenza audiovideo su Skype, esattamente equivalente, non essendo comunque più eseguiti da tempo esami diagnostici che non avrebbero più alcuna utilità (vedere box a destra)
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"Se Cristoforo Colombo, Copernico o Galileo si fossero fidati solo di quanto dicevan tutti, ancora oggi crederemmo che il sole gira attorno ad una terra piatta" (A. La Torre)
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L'ipoacusia
trasmissiva
Una ipoacusia viene definita trasmissiva quando l'udito è alterato a causa di patologie dell'orecchio medio o dell'orecchio esterno.
Esempi di cause di ipoacusia trasmissiva sono:
Cerume
Perofrazione del timpano
Otite catarrale
Colesteatoma
Otosclerosi
L'ipoacusia di trasmissione non comporta mai, da sola, sordità totale e corrisponde ad una perdita di volume e di intensità senza una vera e propria distorsione sonora.
In assenza di un problema anche nell'orecchio interno l'ipoacusia di trasmissione da sola non è mai in grado di dare anche acufeni (percezione di rumore) o vertigini, la cui presenza deve far sospettare ulteriori altarzioni non tenute in considerazione, ma può associarsi a seconda della patologia presente a senso di orecchio chiuso, secrezione (otorrea), dolore (otalgia).
Ogni ipoacusia trasmissiva richiede una valutazione otoscopica del condotto e della membrana del timpano ed una impedenzometria , l'esame che permette di valutare la mobilità del timpano e degli ossicini.
In presenza di un esame del tutto normale una eventuale diagnosi di patologia dell'orecchio medio o esterno quale causa dell'ipoacusia basata solo su un esame audiometrico non correttamente eseguito e mascherato è certamente sbagliata.
La terapia delle patologie acute o di tipo infiammatorio è medica o richiede trattamenti ambulatoriali specialistici
Per l'otosclerosi stapediale, glinesiti di pregresse otiti, e per il colesteatoma è invece necessario il ricorso alla microchirurgia dell'orecchio, avendo cura di rivolgersi solo a chi la sa fare davvero.
Che non sono io! Posso darvi qualche suggerimento ma io non faccio da anni chirurgia otologica, anche se sono molto esperto sulla "teoria" avendo frequentato per anni un centro specializzato.
Acufene, sordità, vertigini, orecchio chiuso, sindrome o malattia di Meniere: la cura....volendo....c'è! (pagina 7)
Ogni ipoacusia neurosensoriale (o percettiva), anche se stazionaria e non variabile o fluttuante può sempre in teoria essere dovuta a idrope ovvero a una disfunzione creata da eccesso di liquidi a carico di cellule ciliate sane. Qualunque diagnosi di danno permanente deriva solo da luogo comune ed è priva di qualunque fondamento non essendo dimostrabile. Certamente esiste la possibilità che quell'ipoacusia, se stazionaria e invariabile, sia davvero irreversibile, ma questo non può mai essere affermato a priori, non esistendo alcun esame in grado di dimostrarcelo.
Qualora l' ipoacusia sia fluttuante, variabile incostante, questa è invece certamente dovuta almeno in parte o totalmente all'idrope e non può MAI essere dovuta solo a danno permanente che non giustificherebbe la variabilità qualunque sia l'ipotesi diagnostica che sia stata fatta.
E' assurdo affermare che l'unica soluzione possibile sia il ricorso alla protesi acustica, quando spesso è sufficiente trattare l'idrope cocleare, ovvero l'eccesso di liquidi cocleari per assistere a recuperi uditivi e miglioramenti qualitativi, giudicati tradizionalmente impossibili solo perchè nessuno ci ha mai provato.
Che cos'è l'ipoacusia ?
L'ipoacusia è un sintomo e non una patologia è quindi il termine non esprime una diagnosi, ma solo la "traduzione" in termini medici del problema riferito dal paziente: la riduzione della capacità di sentire correttamente..
Può assumere caratteristiche, modalità di esordio ed evoluzione molto differenti, interessare un solo lato o entrambi, ed in questo caso anche in epoche diverse o con distinte modalità.
Si parla invece di "anacusia" in caso di orecchio totalmente sordo con completa assenza di risposta a qualunque esame.
Una ipoacusia può essere trasmissiva, neurosensoriale o mista.
Per capire meglio questa suddivisione è necessario ricordare come funzionano l'orecchio e l'udito, anche attraverso un breve video da me prodotto.
Le onde sonore convogliate nel condotto uditivo (orecchio esterno - 1) mettono in vibrazione il timpano e gli ossicini, martello, incudine e staffa (orecchio medio - 2).
L'ultimo degli ossicini, la staffa, trasmette la vibrazione ai liquidi dell'orecchio interno (3).
Nell'orecchio interno (3) la vibrazione viene trasformata dalle cellule ciliate, stimolate dai liquidi, in segnale bioelettrico (l'unico tipo di segnale che il nostro cervello può ricevere), inviato al cervello attraverso il nervo acustico (4).
Pariiamo di ipoacusia di trasmissione o trasmissiva o di conduzione quando è legata ad alterazioni che impediscano o riducano la propagazione dell'onda sonora a livello dell'orecchio esterno o medio. In questo caso l'orecchio interno non ha alcun problema ma semplicemente riceve lo stimolo ad intensità minore. (vedere box specifico a sinistra)
Si definisce ipoacusia neurosensoriale o percettiva o di percezione quando l'alterazione è a livello dell'orecchio interno (coclea) o del nervo acustico. In questo caso il problema non è la trasmissione del segnale fino ai liquidi cocleari, ma un anomalo funzionamento del sistema di trasduzione dell'onda sonora in segnale bioelettrico, o per danni delle cellule ciliate o per eccessiva pressione esercitata dai liquidi in eccesso (idrope) su cellule e nervi, o la ridotta trasmissione del segnale, normalmente convertito dalle cellule, verso il cervello, per problemi a carico del nervo acustico.
In realtà sebbene la consuetudine mi spinga ormai (erroneamente) a definire anche l'ipoacusia da idrope come neurosensoriale (in quando dell'orecchio interno) sarebbe molto più corretto definire questa situazione come ipoacusia trasmissiva dell'orecchio interno, perchè in effetti, le cellule ciliate potrebbero essere del tutto sane e non esserci alcuna alterazione "neurosensoriale", termine che dovrebbe essere riservato, in realtà alle cellule ciliate e al nervo.
Se sono presenti nello stesso orecchio alterazioni a carico sia del meccanismo di trasmissione, che dell'orecchio interno o del nervo acustico parliamo di ipoacusia mista, che deve essere considerata dal punto di vista terapeutico come l'associazione di due problemi distinti da trattare separatamente in modo differente.
Come si valuta l'ipoacusia?
L'identificazione del grado, della distribuzione in frequenze e delle componenti trasmissive o neurosensoriali si ottiene principalmente mediante l'esame audiometrico.
In realtà ad uno specialista esperto (e io ritengo di esserlo!) è spesso evidente già dal colloquio con il paziente se il problema è di natura trasmissiva o neurosensoriale. Infatti mentre nei problemi trasmissivi quello che manca è solo la corretta amplificazione del segnale acustico in arrivo ed è sufficiente alzare il volume per normalizzare la situazione, nelle forme neurosensoriali il vero problema è la distorsione dei suoni e in particolare delle voci, soprattutto in presenza di competizione di molti segnali tra loro (effetto party). In tal caso aumentare il volume serve a poco e quel che serve è migliorare la qualità del segnale. Il problema è di notevole rilievo anche quando si deve applicare una protesi acustica poiché mentre in caso di ipoacusia trasmissiva basta dare ciò che manca, protesizzare una ipoacusia neurosensoriale è molto più difficile soprattutto quando la curva audiometrica sia moltoasimmetrica.
Ad ogni modo, io personalmente non occupo né di protesizzazione acustica (ne ho legami con audiprotesisti, ci tengo a precisarlo!) né di ipoacusie tramissive, ma propongo solo ed esclusivamente terapia per ipoacusia neurosensoriale, e solo terapia per l'idrope, unica causa di ipoacusia neurosensoriale trattabile (e mai escludibile a priori). I pazienti mi arrivano già regolarmente con esami audiometrici fatti altrove e quindi io non lo ripeto e non lo richiedo (e meno che l'ipoacusia non sia l'unico sintomo da trattare e il tipo di ipoacusia non sia ancora stata chiarito) perchè ai fini della terapia anti-idrope, principale obiettivo della consulenza la quantificazioe esatta dell'ipoacusia non è rilevante. Quel che conta è se il paziente ritiene di avere un problema o meno.
Un esame audiometrico, peraltro non ci informa mai sulla "reale" situazione del paziente nella sua vita quotidiana fatta di ben altri stimoli acustici che toni puri inviati in una cabina silente attarverso una cuffia, per cui per quantificare quanto realmente l'ipoacusia sia invalidante, non avendo finalità medico legali, il giudizio soggettivo del paziente è decisamente più affidabile.
Perchè l'obiettivo della cura è farlo sentire meglio e non migliorare l'esame audiometrico.
Ho avuto numerosi pazienti che in passato sono tornati a controllo ringraziandomi dell'evidente successo ottenuto, evidente peraltro anche solo parlandoci al telefono o prima di eseguire l'esame di controllo... che all'esame audiometrico a volte non mostravano alcun miglioramento reale. Quello che era cambiato in questi casi era che si era soprattutto ridotta la distorsione vocale in modo particolare in situazioni di competizione acustica.
Per cui valutare dal punto di vista quantitativo i risultati solo guardando l'esame audiometrico mi serve davvero a poco.
E' vero che per l'ipoacusia neurosensoriale non esiste cura a parte l'apparecchio acustico?
Assolutamente falso! E' solo vero che non esiste cura (a parte il fatto che le protesi non sono una cura, ma solo un ausilio artificiale esterno al pari degli occhiali, anche se molto più complesse) se l'ipoacusia neurosensoriale è causata da danni permanenti delle cellule ciliate.
Ma chi l'ha detto che il danno ci sia, visto che non esiste alcun modo per dimostrarlo se non facendo una biopsia, che distruggendo definitivamente l'orecchio interno eliminerebbe, in effetti ogni dubbio circa lo stato di salute delle nostre care cellule ciliate?
Mentre una ipoacusia trasmissiva è sempre considerata trattabile, con terapia medica, trattamenti specialistici o chirurgia, quando l'alterazione colpisce l'orecchio interno questa viene generalmente considerata intrattabile e l'unico rimedio proponibile e preso in considerazione la protesizzazione acustica, ovvero l'applicazione e l'uso di apparecchi acustici. E questo è un gravissimo errore.
Dando per scontato che "certamente" esiste un danno permanente irreversibile si è arrivati a proporre, perfino per chi ha ancora avrebbe un ottimo rendimento con normali protesi acustiche, l'inserimento di un impianto cocleare, il famoso "orecchio bionico". Che è un progresso fantastico se usato quando serve. Ma solo quando serve.
Che però, dovendo inserire degli elettrodi all'interno della coclea per stimolare direttamente le fibre nervose, inevitabilente ora il danno irreversibile c'è di sicuro, e il paziente e' dipendente da un apparecchiatura esterna esteticamente perfino più evidente di una protesi acustica. E la cosa assurda è che si è arrivati a proporlo perfino per sordità monolaterali con orecchio controlaterale perfettamente normoudente, cosa davvero inutile e che non ha alcun senso visto che comunque è impossibile che la qualità dell'udito "artificiale" sia migliore di quello dal lato sano.
Motivo principale di tale atteggiamento pessimistico è che in effetti gli elementi sensoriali dell'orecchio interno, le cellule ciliate, non sono capaci di rigenerazione né spontanea, né con terapie oggi disponibili, per cui un eventuale danno a questo livello non è suscettibile di recupero.
Avrete certamente sentito parlare di cellule staminali, che vengono proposte come la possibile terapia del futuro, e che io considero fantascienza che spero non diventi troppo presto... realtà.
Infatti è praticamente impossibile che introducendo cellule staminali nell'orecchio interno di un adulto, o dei fattori di crescita in grado di "svegliare" cellule dormienti che sembra siano state riscontrate nell'orechio di alcuni mammiferi, si riesca a determinarne il corretto posizionamento considerato che l'architettura della coclea è estremamente complessa. Oltretutto il rischio è quello di sviluppare un tumore delle cellule ciliate, patologia in natura inesistente visto che queste non possono riprodursi. Ma per fortuna anche gli stessi ricercatori che seriamente se ne stanno occupando sono molto prudenti nel diffondere notizie precisando che si tratta di possibilità ancora molto lontane dal punto di vista pratico,, che però come al solito vengono travisate dalla stampa e a livello "popolare".
Ma chi l'ha detto che in ogni ipoacusia neurosensoriale ci deve obbligatoriamente essere un danno delle cellule o del nervo, visto che non è in alcun modo dimostrabile? Il discorso prosegue nella prossima pagina...
CONSULENZA AUDIO
VIDEO SU SKYPE
Non c'è alcuna necessità di recarsi in ambulatorio e attendere sedute di visita programmate per il colloquio necessario all'avviamento della terapia e per la successiva assistenza alla terapia stessa.
La maggior parte delle consulenze vengono oggi infatti effettuate in modo esattamente equivalente con il collegamento audiovideo su Skype, senza bisogno di spostamenti, con la possibilità di organizzare la consulenza in orari a voi comodi, da casa vostra e a costi ridotti.
La consulenza video su skype presenta solo vantaggi e nessuno svantaggio.
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Tecnicamente è tutto facilissimo e non costa nulla. E' sufficiente scaricare skype, avere una webcam, che costa pochissimo, e avere un buon collegamento internet. Potete provare e verificare la qualità facendo una chiamata gratuitamente utilizzando il link in questa pagina.
Vi prego di superare il possibile scetticismo verso un metodo nuovo e ancora non diffuso di offrire assistenza medica, possibile ovviamente solo quando ci si occupa di patologie specifiche quali l'idrope per le quali oggi, dopo anni di studio e di esami eseguiti, la presenza fisica del paziente in ambulatorio non offrirebbe più alcun vantaggio.
D'altronde sono sempre stato innovatore nel mio settore e vedrete che presto altri mi seguiranno.
In linea diretta con il Dott. La Torre per aiuto alla navigazione del sito 12:00 - 19:00 LUN - VEN
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Come si legge un
esame audiometrico?
L'esame audiometrico è un grafico che mette sull'asse delle X le frequenze alle quali viene inviato lo stimolo (espresse in Hz - Hertz), con le frequenze basse a destra, le frequenze medie al centro, le frequenze acute a sinistra, e su quello delle Y i dB (decibel, unità di misura dell'intensità) minimi ai quali avete risposto.
In tal modo si valuta la vostra soglia uditiva su quella determinata frequenza. In realtà non è quasi mai così perchè molte volte l'esame viene limitato a 20 o 10 dB dando per scontato che se sentite fino a quel livello sentite bene ed in tal modo non è psosibile apprezzare piccole variazioni tra le varie frequenze. L'insieme delle risposte frequenza per frequenza viene definito "curva audiometrica".
Per ogni lato si studia sia la via aerea, inviando lo stimolo con la cuffia, valutando così la reale percezioe uditiva, sia la via ossea, inviando direttamente lo stimolo all'orecchio interno attraverso un vibratore posto dietro l'orecchio.
Quest'ultimo tipo di stimolazione salta l'orecchio medio e l'orecchio interno permettendoci così di sapere se l'ipoacusia è dovuta ad alterazioni dell'orecchio medio o esterno (ipoacusia trasmissiva) o se la causa è nell'orecchio interno o nel nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale) o nelle forme miste quanto sia dovuto all'uno o all'altro.
Ipoacusia trasmissiva
Ipoacusia neurosensoriale
Convenzionalmente si usa il colore blu o nero per il sinistro e il rosso per il destro, indicando la via aerea con una X o un O e la via ossea con<e>.
Quando la differenza tra i due lati supera un certo livello è fondamentale verificare che lo stimolo non sia stato in realtà sentito con l'altro lato, quello buono o migliore ed è pertanto necessario ripetere l'esame mascherando con un rumore di disturbo l'orecchio non in esame. Per la via ossea questo va fatto praticamente sempre in caso di ipoacusia perchè l'osso trasmette il suono all'orecchio opposto più facilmente. Graficamente anche i simboli cambiano in caso di mascheramento.
Non verificare l'udito reale in tal modo quando necessario può comportare una interpretazione errata dell'esame audiometrico prendendo per trasmissive forme che invece sono neurosensoriali.
Un esame audiometrico andrebbe sempre eseguito in una cabina silente per evitare l'interferenza di rumori esterni
Questa pagina sul sito www.idrope.com, a cura del Dott. Andrea La Torre, è aggiornata a
Giovedì, 27 Ottobre, 2011