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Idrope Acufeni Ipoacusia Fullness La terapia
 


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Dott. La Torre

Il Dr. Andrea La Torre è un medico libero professionista, specialista in Otorinolaringoiatria, e si occupa attualmente in modo specifico di disturbi dell' orecchio interno (coclea, labirinto) e di terapia anti-idrope e non di otorino generale.


Offre consulenza e terapia specifica sia in ambulatorio a ROMA, sia, più comodamente e con numerosi vantaggi, attraverso consulenza audiovideo su Skype, esattamente equivalente, non essendo comunque più eseguiti da tempo esami diagnostici che non avrebbero più alcuna utilità (vedere box a destra)

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"Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre." (Oriana Fallaci)



Il neurinoma del
nervo acustico


Lo conosciamo tutti così ma in realtà nasce dal nervo vestibolare.
Si tratta di un tumore benigno della guaina di rivestimento del nervo che, nonostante sia molto raro (io personalmente pur con la massima sensibilità diagnostica l'ho "scoperto" in meno di 30 casi su oltre 20.000 pazienti) deve essere la prima cosa a cui deve pensare il medico (ma l'ultima che deve preoccupare il paziente) in presenza di una ipoacusia neurosensoriale monolaterale progressiva e/o di un acufene monolaterale.

L'esame che permette di escluderlo è la risonanza magnetica (e non la TAC che è insufficiente) che però deve essere fatta sempre o con il mezzo di contrasto o con tecniche speciali per evidenziare il nervo.

neurinoma

La risonanza può spesso essere evitata se è stato verificata con un esame specifico, i potenziali evocati uditivi, il normale di stato di conduzione del nervo.

bser

E' un tumore benigno e quindi non è "cancro" ma crescendo in uno spazio non estendibile come la cavità cranica a contatto con nervi e strutture nervose può, crescendo, dare problemi seri.
La crescita è in realtà molto lenta, ma è importante, che se presente, venga diagnosticato e rimosso con un intervento chirurgico precocemente, perchè le maggiori dimensioni comportano maggior rischio di complicanze operatorie
.





L'ipoacusia
improvvisa


Quando l'udito va giù di colpo anche se da un solo lato, probabilmente il pronto soccorso a cui ci si rivolge vi proporrà il ricovero. Sempre che non sia sabato o domenica, perchè in italia ci sono le "urgenze", le "non urgenze" e le "urgenze nel weekend" che vengono gestire con uno speciale protocollo noto come "torni lunedì".
E se invece dopo una settimana che si sta decidendo sul da farsi sperando che sia solo un tappo di cerume si va da uno specialista ORL ci si sente regolarmente rispondere che si doveva intervenire nei primi 3-4 giorni perchè ormai è troppo tardi per salvare le cellule che ormai dopo una settimana che non ricevono sangue e ossigeno, sono sicuramente morte...
Verissimo! Ma non solo dopo una settimana. Già dopo appena 4 MINUTI, tempo in cui ben difficilmente si può instaurare terapia, se mai ce ne fosse una. Per cui non bisogna sentirsi in colpa per non essere andati subito al pronto soccorso. Non sarebbe cambiato nulla. Nemmeno di lunedì.

Per fortuna nella maggior parte dei casi (non sempre ma vale quanto sopra sulla possibilità di intervenire) non c'è stato nessun danno e si tratta solo di un primo attacco di idrope, reversibile anche spontaneamente in molti casi. Certamente una terapia va tentata se il problema persiste, ma non è certo obbligatoria entro poche ore o pochi giorni.




Acufene, sordità, vertigini, orecchio chiuso, sindrome o malattia di Meniere: la cura....volendo....c'è! (pagina 8)


 

IPOACUSIA NEUROSENSORIALE: Non solo protesi!
PARTE II

 

Ipoacusia reversibile da idrope



Non è assolutamente la regola che una disfunzione dell'orecchio interno debba necessariamente corrispondere ad un danno delle cellule ciliate. Potrebbe esserci solo un impedimento alla normale funzione dell'orecchio interno, dovuto ad un eccesso di volume e pressione dei liquidi della coclea. Ovvero un idrope.

Anzi molto spesso già dalla valutazione dell'andamento del sintomo, che può essere spesso discontinuo, con evidenti fasi di miglioramento o peggioramento o addirittura con fasi di totale remissione e normalità è invece possibile escludere l'ipotesi di danni permanenti (che non potrebbero giustificare le fluttuazioni, visto che le cellule morte non resuscitano!) e ritenere recuperabile e controllabile con l'opportuna terapia anti-idrope l'udito del paziente.

E pensare che tutti gli specialisti hanno davanti agli occhi e nelle loro teste l'evidenza che "ipoacusie neurosensoriali reversibili" esistono certamente. Basta pensare all'ipoacusia fluttuante della Meniere. Ma purtroppo ancora oggi molti specialisti (anche autodefinitisi "esperti") sono ancora evidentemente in confusione circa la differenza tra Meniere e idrope per cui scartano a priori questa ipotesi se mancano le vertigini, che magari il paziente ha peraltro avuto in passato, ma non gli è stato dato nemmeno il tempo di spiegarlo o le ritiene dovute ad alte cause e non le cita nemmeno.

Ma se nemmeno si prende in considerazione questa ipotesi, molto frequente e, non solo nella classica malattia di Meniere, nella quale la causa dell'ipoacusia fluttuante è riconosciuta da tutti nell'idrope, è evidente che prevale il giudizio pessimistico a priori di ipotetici danni, in realtà mai verificabili e dimostrabili, causati da virus, circolazione, traumi acustici o chissà cos'altro.

La verità è invece che per nessuna sordità neurosensoriale, se si esclude la sordità totale (anacusia - vedi più avanti), è possibile affermare a priori l'esistenza di danni permanenti irreversibili (che nessun esame può dimostrare) nemmeno dopo anni dall'esordio. Quindi, fino a prova contraria, ogni sordità neurosensoriale è potenzialmente (purtroppo, non sempre, non potendo trattare veri danni permanenti) da idrope e (potenzialmente) reversibile e controllabile.

E' peraltro SICURAMENTE da idrope e SOLO da idrope e trattabile quando non si presenta in modo costante e quando il paziente riferisce a volte di sentire in modo del tutto normale. Lo è sicuramente, almeno in parte, quando in quell'orecchio l'udito, pur non tornando mai spontaneamente (o non più, se all'inizio questo succedeva) del tutto normale tende a variare con fasi di evidente miglioramento e peggioramento. Ma potrebbe esserlo, in parte o in tutto, anche se l'udito fosse assolutamente stazionario.

Ovviamente, esistono molti pazienti che hanno davvero danni permanenti e che non possono giovarsi della terapia o nei quali più di tanto non si può ottenere, ma questo non è mai prevedibile a priori, nemmeno quando il livello dell'udito è sempre quello e non è possibile fare una previsione di idrope certa, mancando qualunque fluttuaziione uditiva. In questi casi la terapia va intesa come tentativo senza certezza di successo sicuro, sebbene sia più la regola che l'eccezione la riduzione almeno della distorsione e il conseguente miglioramento della discriminazione vocale.

 

 

Ma affacciamoci dietro le quinte dello show "Non c'è soluzione a parte la protesi". E tenetevi forte....

Non è affatto vero quindi che l'unica soluzione possibile sia sempre il ricorso alla protesi acustica, scelta vantaggiosa per le aziende audioprotesiche o per chi da questa scelta ricava direttamente o indirettamente vantaggi (inclusi molti specialisti "invianti" verso specifici fornitori di costosissime protesi acustiche o centri di audioprotesi, che non di rado "ringraziano" lo specialista con una percentuale cospicua di quanto il paziente paga. Se mi ricordo bene il 30%.), ma non certo prima o unica scelta consigliabile, se si considera l'interesse del paziente. Tristemente vero.... e ben noto a tutti gli addetti al settore.

E già che ci siamo voglio apertamente denunciare lo scandaloso aumento progressivo dei costi al paziente di questi dispositivi, sempre più cari ogni anno, con un ricavo stratosferico per l'audioprotesista, che comunque va detto, non è - non dovrebbe essere - solo uno che vende le protesi ma un consulente esperto che sa - dovrebbe sapere - come sfruttare al meglio questi dispositivi. Ma questa considerazione esula dal mio ruolo di medico. Non faccio parte dell'Associazione Consumatori.

Quello che accompagna lo scandalo dei prezzi è però che ogni paziente (diciamo molti, anzi troppi, per non generalizzare) si vede rifilare una o due protesi supersofisticate che ci manca solo che facciano il caffè la mattina, quando magari hanno solo una ipoacusia pantonale (uguale per tutte le frequenze) o magari perfino trasmissiva, con possibilità di ottimi risultati anche con semplicissime protesi analogiche di vecchio tipo che oggi sono praticamente introvabili.
O meglio saltano fuori da qualche cassetto buio solo quando chi paga è il Sistema Sanitario Nazionale (che a quanto mi risulta ancora passa solo quelle, a meno che uno non voglia pagare di tasca sua la differenza), e non il paziente personalmente.
In pratica è come se io mi recassi in un autonoleggio. disperato perchè ho rotto la macchina e devo andare al lavoro urgentemente a 5 km di distanza, e mi si racconta che sono rimaste solo Mercedes, facendomela pagare peraltro come se mi stessero dando una Ferrari.
Un consiglio? Dite che i soldi non li avete, che magari salta fuori una Panda (pardon, una protesi meno sofisticata) della cui disponibilità si erano dimenticati, pur di vendervi qualcosa.

Ovviamente ci sono audioprotesisti onesti e competenti in molti centri di protesizzazione acustica. Ma questi, proprio perchè onesti, sanno benissimo che ho ragione e non si sentiranno certo offesi se ho parlato male... degli altri!

Prima di acquistare apparecchi acustici digitali supersofisticati a prezzi stratosferici (parliamo ormai di 8000 euro la coppia in alcuni casi, che la gente paga senza battere ciglio perchè non sa come difendersi) comunque, nel dubbio, chiedete sempre di provare, quanto meno se avete una ipoacusia lieve o uguale su tutte le frequenze guardando l'audiometria o magari trasmissiva (es. da otosclerosi non operata o da otite cronica...) una protesi più economica con volume regolabile manualmente. Poi se questa non fosse sufficiente, rivaluterete la situazione al bisogno.

Va però detto anche il contrario, ovvero che i progressi della tecnologia riescono oggi (e con miglioramenti perfino estetici, vista la progressiva miniaturizzazione) a offrire aiuto a pazienti che, fino a pochi anni fa davvero non avevano una soluzione ideale per loro, come ad esempio con le protesi open-fitting in caso di ipoacusia con caduta specifica sulle alte frequenze. E quelle costano!

Il tutto senza dimenticare quanto sopra, ovvero che non ha molto senso ricorrere alla protesizzazione acustica prima di aver verificato se per caso il vostro problema di udito è dovuto a idrope e reversibile con la cura opportuna, decisamente, peraltro, ... meno impegnativa dal punto di vista economico.

 

 

Sordità totale in un orecchio (anacusia)

L'unica situazione per la quale ritengo invece certo che sia impossibile riportare l'udito alla totale normalità è la sordità totale monolaterale (anacusia), che non può essere SOLO determinata da idrope. Comunque, anche con il miglior risultato, se l'altro orecchio funziona normalmente resterebbe una asimmetria notevole tra i due lati. La decisione se tentare la terapia o meno in questo caso va discussa attentamente con il paziente.

Non ho però alcuna esperienza specifica nel trattamento delle anacusie (sordità totali monolaterali). Una parte del problema potrebbe peraltro anche essere dovuta all'idrope e per il paziente potrebbe essere anche sufficiente un recupero parziale, pur essendo quello totale impossibile.
La mia eccessiva onestà, forse in questo caso davvero un po' eccessiva, fa sì che spesso io nemmeno faccia venire in consulenza il paziente e che mi limiti a convincerlo gratuitamente al telefono della probabile inutilità di qualunque tentativo. E giustamente con queste premesse nessuno ci prova. Se il vostro caso comunque e il motivo per cui verreste da me è solo quello, chiamatemi per parlarne prima. Indipendentemente dalle possibilità di cura potrei almeno evitarvi di essere presi in giro da altri meno onesti.

Peraltro una possibile soluzione esiste, per chi avesse proprio bisogno di ripristinare (o sperimentare se mai avuto) un udito "bilaterale" allo scopo di migliorare la localizzazione dei suoni.
Esistono infatti in commerco coppie di protesi acustiche denominate CROS (Controlateral Routing Of Signals, che possiamo tradurre con "dirottamento controlaterale del segnale acustico"), nelle quali il segnale in ingresso sul lato sordo viene dirottato attraverso trasmissione wireless all'apparecchio nell'orecchio sano.
orecchio



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Se non siete interessati a questo argomento potete accedere liberamente a qualunque altra sezione attraverso il menu ad inizio pagina.

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CONSULENZA AUDIO
VIDEO SU SKYPE

Non c'è alcuna necessità di recarsi in ambulatorio e attendere sedute di visita programmate per il colloquio necessario all'avviamento della terapia e per la successiva assistenza alla terapia stessa.

La maggior parte delle consulenze vengono oggi infatti effettuate in modo esattamente equivalente con il collegamento audiovideo su Skype, senza bisogno di spostamenti, con la possibilità di organizzare la consulenza in orari a voi comodi, da casa vostra e a costi ridotti.

La consulenza video su skype presenta solo vantaggi e nessuno svantaggio.

Grazie a questa possibilità seguo oggi pazienti in ogni parte del mondo senza più limiti geografici con il vantaggio di poter offrire assistenza continuativa.


Tecnicamente è tutto facilissimo e non costa nulla. E' sufficiente scaricare skype, avere una webcam, che costa pochissimo, e avere un buon collegamento internet. Potete provare e verificare la qualità facendo una chiamata gratuitamente utilizzando il link in questa pagina.

Vi prego di superare il possibile scetticismo verso un metodo nuovo e ancora non diffuso di offrire assistenza medica, possibile ovviamente solo quando ci si occupa di patologie specifiche quali l'idrope per le quali oggi, dopo anni di studio e di esami eseguiti, la presenza fisica del paziente in ambulatorio non offrirebbe più alcun vantaggio.

D'altronde sono sempre stato innovatore nel mio settore e vedrete che presto altri mi seguiranno.


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Il mio stato



Se ci sei... rispondi!
(e se non può?)


Fu Kemp nel 1978 a comunicare al mondo che le cellule ciliate erano capaci di emettere debolissimi segnali (emissioni oto-acustiche), sia spontaneamente che in risposta a stimoli. Siccome l'uomo fa ottime scoperte ma è meno bravo a gestirle, l'entusiasmo portò a pensare che registrandole avevamo finalmente un modo per sapere se le cellule erano vive o morte e perfino di indagere l'udito nei neonati che certamente non possono essere sottoposti ad esame audiometrico tradizionale.

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Ma come al solito la logica è stata tradita, dimenticando che se telefono a qualcuno e qualcuno non mi risponde, non vuol dire che certamente sia morto, potrebbe solo avere un impedimento a rispondere.
E infatti spesso la presenza dell'idrope impedisce la risposta. Ma questo esame è tutt'ora preso da tutti a conferma di danno cellulare. Sembra quasi che nessuno abbia avuto mai pazienti (io a migliaia) con udito assolutamente normale e assenza totale di otoemissioni o mancanza specifica su alcune frequenze. Certamente visto che sentono benissimo, le cellule devono essere vive. Ma un motivo per la mancata risposta c'è e non si può far finta che questa incongruenza non ci sia. Al contrario in molti casi le cellule rispondono
normalmente pur avendo una ipoacusia assolutamente certa e tutti questi pazienti, messi in terapia, recuperano.

In pratica, per farla in breve le otoemissioni non ci dicono nulla sulla vita o la morte delle cellule ma sulla loro capacità di restituirci la risposta (il che comporta l'essere vive) o incapacità di farlo (il che non ci dice che sono morte ma che potrebbe essere impedita la risposta dall'eccesso di liquido. L'esame era per me utilisimo soprattutto quando mi permetteva di dare speranza ad un paziente con ipoacusia persistente e non fluttuante perchè avevamo dimostrato che lecellule erano vive. Ma pur se a malincuore per lo stesso motivo l'ho dovuto abbandonare perchè moltissimi, sposando la regola della "bottiglia mezza vuota", rinunciavano ad una possibilità di cura solo perchè le cellule non rispondevano, cosa che non significava nulla visto che molti avrebbero potuto lo stesso recuperare poiché la "non risposta" non è indice obbligatorio di danno permanente.