Dott. Andrea La Torre
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Guida alla Diagnosi per Acufeni, Vertigini, Sordità, Orecchio chiuso

a cura del Dott. Andrea La Torre, medico chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria

In questa pagina, attraverso le brevi informazioni sintetiche potrete iniziare ad orientarvi nella diagnosi così come viene poi fatto dal medico in visita per comprendere se il disturbo è dovuto ai liquidi labirintici e quindi se la cura proposta per trattare questi può esse efficace. Poichè per i liquidi abbiamo un trattamento, per resuscitare cellule e nervi, no. Questo è il motivo per cui, dimenticando che anche al di fuori della classica Malattia di Meniere in forma completa (ipoacusia + vertigini + acufene + orecchio chiuso) anche i singoli sintomi isolati sono nella maggior parte dei casi dovuti a idrope ovvero ad un aumento dei liquidi labirintici, spesso gli specialisti gettano la spugna prima ancora di provarci.

L'ASSOCIAZIONE DI TUTTI QUESTI SINTOMI NELLO STESSO PAZIENTE ANCHE SE IN EPOCHE SEPARATE (e purchè le crisi di vertigine rotatoria siano almeno due e per definizione durino almeno venti minuti) PRENDE IL NOME DI SINDROME o MALATTIA DI MENIERE. Ma è solo una questione di termini.

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ACUFENE (rumore nell'orecchio) - IPOACUSIA (udito) - VERTIGINI E EQUILIBRIO - ORECCHIO CHIUSO

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Dott. Andrea La Torre
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria


ACUFENE SOGGETTIVO (rumore nell'orecchio non meccanico o vascolare)

E' sempre espressione di un problema a carico dell'orecchio interno o del nervo acustico. Nessun altra area del nostro corpo può generare un acufene Il motivo per cui molti specialisti cercano possibili cause al di fuori dell'apparato uditivo è solo perchè erroneamente si esclude l'orecchio se l'udito è normale. Sarebbe come affermare che la congiuntivite non è malattia dell'occhio perchè non altera la vista. Un acufene può associarsi a sordità ma non necessariamente. Se è presente un disturbo dell'udito questo può essere causato dallo stesso meccanismo e avere la stessa origine ma non è determinato dalla presenza dell'acufene.

  • SE L'INTENSITA' (debole, forte) O LA FREQUENZA (grave, acuto) DELL'ACUFENE E' VARIABILE O SE E' INCOSTANTE, cambia con la posizione, con lo stress, con le variazioni climatiche, con il ciclo mestruale o per qulunque altro motivo quell'acufene E' SEMPRE dovuto a variazioni dei LIQUIDI e non ad alterazioni delle cellule ciliate o del nervo acustico, che non potendo rigenerare dopo un danno possono solo causare disturbi permanenti. In questo caso è sempre possibile una cura.
  • SE L'INTENSITA', LA FREQUENZA E LE CARATTERISTICHE SONO SEMPRE IDENTICHE (a parità di condizioni acustiche esterne e considerando che il livello di adattamento psicologico e fastidio soggettivo può cambiare a seconda dello stato di stress e con il tempo), questo acufene PUO' derivare da danni permanenti a carico delle cellule cilaite e del nervo, ma può anche benissimo essere totalmente reversibile se non spontaneamente, con la terapia, e quindi dovuto ai liquidi (la terapia non resuscita cellule e nervi). In questo casò però gli effetti positivi della terapia non possono essere previsti in anticipo in quanto non esiste a dispetto dei vari esami modo per dimostrare con certezza eventuali danni permanenti né al contrario, per il solo acufene (diverso è il discorso per quanto riguarda la sordità) esiste modo di escludere con certezza danni minimi ma sufficienti a generare l'acufene.

Quindi in teoria ogni acufene, fino a prova contraria, ovvero il fallimento di una terapia che agisca sui liquidi dell'orecchio interno correttamente proposta ed eseguita, è sempre "potenzialmente" dovuto a idrope (eccesso di liquidi labirintici), è quindi sempre "potenzialmente" reversibile e trattabile, in parte o in tutto. Quindi vale sempre la pena, se effettivamente fastidioso, non sempre, provare il trattamento anche in caso di un acufene che non abbia già evidenti le caratteristiche di un acufene da idrope.

E pensare che c'è ancora chi sostiene che si tratta della "tomba dell'otorino"....

Vedi anche in "Acufeni - scheda sintetica di approfondimento"

Dott. Andrea La Torre
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IPOACUSIA (riduzione dell'udito, unilaterale o bilaterale)

E' sempre espressione di una alterazione a carico dell'apparato uditivo (ma questo spero sia riconosciuto da tutti) che può essere localizzata a vari livelli (non necessariamente uno solo).

La prima grande distinzione va fatta tra ipoacusia di trasmissione o trasmissiva (per alterazioni a carico del condotto uditivo, del timpano, degli ossicini dell'orecchio medio) e neurosensoriale o percettiva (per alterazioni a carico delle cellule ciliate, del nervo acustico o causate dai liquidi dell'orecchio interno). Sebbene alcune caratteristiche (grado della sordità, distorsione presnete o assente, maggior o minore difficoltà a comprendere le parole rispetto ai suoni) già possano aiutarci a definire quale tipo di ipoacusia sia in causa, la diagnosi richiede in questo caso necessariamente accertamenti specifici. L'audiometria (se eseguita in modo corretto), l'impedenzometria, le otoemissioni acustiche, i potenziali evocati uditivi, integrati dall'osservazione diretta del condotto uditivo e del timpano (otoscopia).

  • IN CASO DI IPOACUSIA ESCLUSIVAMENTE TRASMISSIVA SENZA COINVOLGIMENTO DELL'ORECCHIO INTERNO (catarro, otite, cerume, otosclerosi...) l'audiometria mostra una differenza di risposta agli stimoli inviati attrraverso la cuffia (via aerea) e il vibratore posto dietro l'orecchio, purchè l'esame venga eseguito in modo corretto. L'impedenzometria deve mostrare alterazioni del timpanogramma o dei riflessi stapediali. Le otoemissioni acustiche devono essere assenti. I potenziali evocati (generalmente nemmeno necessari in questo caso) devono mostrare un tracciato ritardato rispetto all'altro lato o ai valori previsti.
  • IN CASO DI IPOACUSIA DOVUTA ALL'ORECCHIO INTERNO si possono avere risultati strumentali molto variabili, da situazioni di evidente responsabilità dei liquidi labirintici (ad esempio quando vi sia una risposta alle otoemissioni acustiche e quindi l'evidente assenza di danni a carico delle cellule ciliate) a situazioni più dubbie nelle quali pur potendo certamente affermare l'assenza di alterazioni trasmissive, non è possibile con i soli esami affermare il ruolo dei liquidi ed escludere danni permanenti.
  • IN CASO DI SORDITA' IMPORTANTE (oltre i 60 dB) questa non può mai essere dovuta solo ad alterazioni trasmissive a carico dell'orecchio esterno e/o medio ma vi è certamente un coinvolgimento dell'orecchio interno non necessariamente però dovuto a danni permanenti e quindi non necessariamente intrattabile.
  • IN CASO DI SORDITA' TOTALE (ANACUSIA) MONOLATERALE O BILATERALE questa è sempre dovuta almeno in parte a danni permanenti, in quanti i liquidi da soli non possono mai arrivare a dare una sordità totale (assenza di qualunque risposta all'esame audiometrico), a meno che non vi sia l'associazione di liquidi in eccesso con un problema trasmissivo, i cui effetti sommandosi portino a sordità totale.
  • IN CASO DI IPOACUSIA REVERSIBILE, VARIABILE, INCOSTANTE, RECIDIVANTE O MENO, REGREDITA spontaneamente o dopo terapia, comunque capace di fasi di REMISSIONE PARZIALE O TOTALE seppur temporanea, il ruolo dei liquidi dell'orecchio interno, escluse cause più comuni a carico dell'orecchio esterno e/o medio, è evidente e certo già dalla storia del paziente ancor prima di eseguire esami particolari, poichè eventuali danni a carico di nervi e cellule ciliate non possono mai essere reversibili, né spontaneamente né con alcuna terapia e quindi nemmeno la sordità che ne conseguirebbe. In particolare se l'udito viene recuperato dopo terapie con "vasodilatatori" o "camera iperbarica" non "bevetevi" la storia che è stata ripristinata la circolazione dell'orecchio. Dopo 4 minuti appena, se un organo non riceve sangue e ossigeno, va in necrosi, ovvero....muore. E nessuna terapia potrà in tal caso recuperare quanto perso.

Mentre le sordità da orecchio esterno e medio sono sempre trattabili con terapia medica o interventi chirurgici, l'ipoacusia dell'orecchio interno è trattabile solo relativamente ai liquidi poichè non possiamo resuscitare cellule e nervi, ma per fortuna, come dimostra l'esperienza della terapia con migliaia di pazienti trattati, recuperi totali o spesso miglioramenti significativi che per il paziente (portatore o meno di protesi acustiche) fanno una grande differenza sono possibili in moltissimi casi di ipoacusia neurosensoriale.

E pensare che c'è chi ancora sostiene che per una sordità neurosensoriale l'unica soluzione sia la protesi acustica...

Vedi anche in "Ipoacusia - scheda sintetica di approfondimento"

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VERTIGINI ROTATORIE RICORRENTI E DISTURBI SOGGETTIVI DELL'EQUILIBRIO

Basta cercare al di fuori dell'orecchio spaziando inutilmente per tutto il corpo! Si tratta sempre di disturbi che originano nel labirinto (orecchio interno) o dal nervo vestibolare. E se si esclude un singolo episodio isolato non ripetibile che potrebbe anche essere davvero dovuto all'insorgenza acuta di un danno permanente (labirintite, nevrite vestibolare) la causa è sempre un eccesso di liquidi a livello labirintico in grado di interferire in modo acuto (vertigine) o cronico (disequilibrio) con la funzione vestibolare. All'ipotesi delle vertigini posizionali da otoliti non credo assolutamente nonostante in questo io sia controcorrente rispetto a tutti gli altri specialisti visto che anche in questi casi in realtà si tratta di una alterazione da liquidi e peraltro nessuno ha mai veramente confermato le prime osservazioni circa il ruolo degli otoliti risalenti agli anni '70 !!!

E si tratta sempre di disturbi trattabili a dispetto dell'odissea che spesso devono affrontare i pazienti prima di giungere a una diagnosi e a una terapia corretta. Invito alla lettura di quanto pubblicato in questo piccante documento sulla vertigine, per chi avesse dei dubbi su quanto affermo.

Vedi anche in "Vertigini e disequilibrio - scheda sintetica di approfondimento"

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SENSAZIONE DI ORECCHIO CHIUSO, BLOCCATO, DI PRESSIONE NELL'ORECCHIO, DI TAPPO (FULLNESS)

Riconosce due sole possibili cause (escluso un banale tappo di cerume, facilmente riconoscibile) eventualmente associate:

- Una disfunzione dell'orecchio medio da insufficiente funzione tubarica (nel qual caso il timpanogramma deve essere alterato, se registrato in presenza del sintomo in atto)

- Una disfunzione di tipo idromeccanico causata dall'eccesso di liquidi (idrope) nell'orecchio interno della quale si discute abbondamentemente in altre pagine del sito.

Ma purtroppo ancora oggi, la diagnosi più frequente che viene fatta è quella di "catarro"

Vedi anche in "Orecchio chiuso - scheda sintetica di approfondimento"

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AVVISO: Le informazioni fornite in questo sito non possono sostituire la valutazione diretta da parte dello specialista sebbene siano certamente utili ad integrare la visita specialistica stessa ovunque questa venga effettuata e rispecchiano l'approccio diagnostico e terapeutico e le opinioni personali del Dr. Andrea La Torre che, seppur fondate su basi scientifiche, sul ragionamento clinico e sull'esperienza diretta, spesso differiscono da quelli di altri centri e specialisti e non sono necessariamente riconosciuti da tutti. Questo sito, nato nel 1999, ha finalità informative e non pubblicitarie dell'attività del Centro di Otorinolaringoiatria o di singoli specialisti.