| Il trattamento della disfunzione idromeccanica dell'orecchio interno |
a cura del Dott. Andrea La Torre, medico chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria
Dott. Andrea La Torre
www.idrope.com
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IL METODO DEL DOTT. LA TORRE PER IL TRATTAMENTO DELLE DISFUNZIONI DELL'ORECCHIO INTERNO
Questo trattamento, proposto e ideato dal Dott. La Torre, ha lo scopo principale di agire sui liquidi dell’orecchio interno, principalmente mediante inibizione dell’ormone antidiuretico, ritenuto responsabile della regolazione dei liquidi labirintici. I liquidi labirintici mediante una azione idromeccanica diretta sui recettori della coclea (cellule ciliate) e del labirinto posteriore (ampolle e macule) possono infatti determinare acufeni, ipoacusia, fullness, vertigine, disequilibrio. Le relazioni tra l’ormone antidiuretico (ADH, vasopressina) e l’orecchio sono note già dal 2000 e verificate da allora da diversi ricercatori in tutto il mondo. L’ormone antidiuretico regolerebbe infatti nell’orecchio interno lo stato di apertura e/o chiusura di speciali canali dell’acqua, denominati acquaporine. Non potendo agire direttamente sull’orecchio, non conoscendo le cause che determinano l’alerazione di base, né bloccare mediante farmaci specifici l’ADH, poiché antagonisti recettoriali, pur essendo stati studiati (tolvaptan), non sono ancora utilizzabili nella pratica quotidiana per questi disturbi, possiamo però applicare, per bloccare l’ormone quanto conosciamo dalla fisiologia. I due principali tipi di stimolo che determinano la secrezione dell’ormone come da moltissimi anni è noto sono lo stato di diluizione plasmatica del sangue e gli stimoli neurogeni, anche di tipo psichico. Pertanto cardine della terapia sarà l’azione sul metabolismo idrosalino attuata soprattutto mediante uno speciale regime dietetico ed integrata dall’impiego di diuretici osmotici e corticosteroidi, ma anche il trattamento farmacologico a livello del sistema nervoso centrale mediante una terapia specifica in grado peraltro spesso di agire comunque a livello centrale su acufeni, vertigini e disturbi dell’equilibrio. A questi trattamenti già da tempo abbiamo aggiunto un trattamento meccanico mediante un sistema di autoinsufflazione, che si è rivelato statisticamente di valido aiuto nella fase preliminare di studio da noi effettuata per valutarne l’utilità. Ne è quindi derivato un TRATTAMENTO MULTIPLO INTEGRATO che si è dimostrato in grado di ottenere risultati sorprendenti praticamente sempre, quando causa esclusiva sia la disfunzione idromeccanica, o quanto meno risultati parziali quando questa, come avviene nella maggior parte dei casi, sia almeno in parte responsabile. Obiettivo del trattamento non è la guarigione ma la cura. Restano comunque possibili le recidive. E potrebbero essere necessari in seguito altri cicli di trattamento parziali o totali in caso di risultato parziale o di recidive. Scopodel trattamento iniziale è quindi anche l'apprendimento del metodo per permettere al paziente indipendenza dal medico nelle fasi successive in occasione di eventuali recidive che pososno così essere subito bloccate.
IL trattamento è efficace sull'idrope o su quanto a questo dovuto e non certo su eventuali danni permanenti, che peraltro non possono mai essere dimostrati a priori. Non si tratta di una terapia a vita ma di un trattamento di breve durata limitata nel tempo da ripetere parzialmente o totalmente in caso di recidive. Le possibilità di riuscita del trattamento per i diversi sintomi da trattare vengono discusse con il paziente durante la visita specialistica. Il trattamento prevede obbligatoriamente, indipendentemente dalla valutazione soggettiva, la necessità di due o tre visite di controllo da effettuarsi in date prestabilite con cadenza mensile, e la compilazione di diari giornalieri di andamento dei sintomi e riportanti fedelmente ogni informazione circa l’alimentazione seguita e l’effettiva effettuazione del trattamento stesso. La corretta compilazione giornaliera del diario è di importanza fondamentale ai fini del trattamento, e il mancato rispetto di questa regola rende inutile perfino la visita di controllo. Il trattamento si basa sull’associazione di diverse componenti, tutte proposte nel medesimo ciclo di terapia, in assenza di eventuali controindicazioni che dovranno essere accertate preventivamente mediante consenso informato e analisi di laboratorio.
1. Assunzione quotidiana di notevoli quantità di acqua oligominerale allo scopo di ottenere una diluizione plasmatica per inibire la produzione di ormone antidiuretico. 2. Un particolare trattamento dietologico della durata di tre settimane allo scopo di rendere disponibile il carico idrico. Nonostante si tratti di una dieta con regole molto rigida la breve durata la rende attuabile senza eccessivi sacrifici. 3. Farmaci attivi sul sistema nervoso centrale in grado di ridurre l’azione dello stress sulla produzione dell’ormone. I farmaci possono avere comunque una azione diretta di controllo su alcuni sintomi quali acufeni e vertigini. La terapia farmacologica viene generalmente portata avanti per almeno tre mesi indipendentemente dall’esito, e non presenta alcun effetto collaterale significativo nè rischi di assuefazione o dipendenza, evitati grazie alle modalità di aumento e calo progressivo dei dosaggi con un protocollo da tempo collaudato. 4. Una doppia somministrazione in due giorni consecutivi per via endovenosa (fleboclisi) di un diuretico osmotico (mannitolo) + un cortisonico (metilprednisolone) preceduta e associata a iperassunzione di liquidi allo scopo di forzare il drenaggio dei liquidi labirintici. Le fleboclisi devono essere effettuate obbligatoriamente nella seconda settimana di trattamento in giorni prestabiliti. 5. Una terapia di mantenimento da iniziare obbligatoriamente il primo giorno seguente la seconda fleboclisi, con un cortisonico (metilprednisolone), per 12 giorni, a dosaggi progressivamente calanti, da effettuarsi per i primi 3 giorni per iniezione intramuscolare e successivamente per via orale. Se accompagnati da carico idrico i cortisonici glicorticoidi si comportano da inibitori dell’ormone antidiuretico e da regolatori dei canali dell’acqua dell’orecchio (acquaporine) e pertanto non hanno alcun effetto di ritenzione idrica ma anzi al contrario agiscono come diuretici inibendo l'ormone antidiuretico- 6. Un trattamento pressorio mediante sistema di autoinsufflazione OTOVENT, previa decongestione nasale con un decongestionante nasale se necessaria, nel corso della seconda e terza settimana di trattamento, allo scopo di esercitare attraverso l’orecchio medio una contropressione sull’orecchio interno DAL 2010 IN OCCASIONE DELLA CONSUETA REVISIONE SEMESTRALE DEL PROTOCOLLO DI TERAPIA E' POSSIBILE SCEGLIERE DI ADERIRE SOLO AD ALCUNE COMPONENTI DEL TRATTAMENTO. TALE DECISIONE DERIVA DAL DESIDERIO DI AIUTARE ANCHE QUEI PAZIENTI PIù SCETTICI O (SENZA MOTIVO) PREOCCUPATI DALL'ECCESSIVA COMPLESSITA' DELLA TERAPIA O DALL'IMPIEGO DI FARMACI, IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE SPESSO ANCHE TRATTAMENTI PARZIALI POSSONO RISULTARE EFFICACI. IL PAZIENTE PERO' SARA INFORMATO CHE LA MIGLIOR OPZIONE E' CERTAMENTE QUELLA DI EFFETTUARE LA TERAPIA IN MODO INTEGRALE. il trattamento richiede necessariamente una valutazione specialistica preliminare per decidere prima di tutto se ne esiste davvero la necessità..e quindi la reale disponibilità e affidabilità del paziente nell'aderire al trattamento stesso. EVITATE DI PROVARE LA TERAPIA DA SOLI O DI UTILIZZARE PRESCRIZIONI EFFETTUATE AD ALTRI PAZIENTI. In linea di massima le controindicazioni assolute che impediscono di effettuare il trattamento sono poche ma devono essere preventivamente escluse in ogni paziente. Costituiscono controindicazioni o quanto meno richiedono valutazione specialistica per eventuale nulla osta le patologie cardiache che determinino una insufficienza della funzionalità cardiaca, l’ipertrofia prostatica tale da creare significativi problemi alla minzione, alcune patologie gastrointestinali, importanti patologie renali o delle vie urinarie, e insufficienza epatica. Il trattamento non può inoltre essere proposto in età pediatrica ed è di difficile attuazione in pazienti anziani non autosufficienti e non ben collaboranti. Alcune modifiche possono essere necessarie per altre situazioni particolari. In ogni caso il trattamento richiede la compilazione di un consenso informato per escludere patologie note e alcuni esami di laboratorio di base. Il trattamento stesso è privo di qualunque effetto collaterale significativo e viene proposto con notevoli variazioni del protocollo nel corso del tempo già da oltre dieci anni e verificato su migliaia di pazienti. Non si tratta quindi di una terapia sperimentale ma di un metodo già applicato di routine da anni sebbene non proposto da altri specialisti per ragioni che esulano da motivazioni di carattere scientifico. Il trattamento di per sè, semplicemente è poco redditizio e scomodo per il medico, richiede particolare attenzione a ciascun paziente, e non è "tradizionale". Per molti specialisti è ben più semplice vedere il paziente molte volte o liberarsene subito con prescrizioni inutili in cui nemmeno lo specialista stesso crede davvero. L'intero trattamento incluse tutte le visite di controllo necessaria ha infatti un costo limitato (150 euro), ben inferiore a quanto può rendere la prescrizione di costosi dispositivi quali generatori per la TRT per gli acufeni ad esempio, o protesi acustiche...o l'effettuazione di interventi di neurectomia per le vertigini...
AVVISO: Le informazioni fornite in questo sito non possono sostituire la valutazione diretta da parte dello specialista sebbene siano certamente utili ad integrare la visita specialistica stessa ovunque questa venga effettuata e rispecchiano l'approccio diagnostico e terapeutico e le opinioni personali del Dr. Andrea La Torre che, seppur fondate su basi scientifiche, sul ragionamento clinico e sull'esperienza diretta, spesso differiscono da quelli di altri centri e specialisti e non sono necessariamente riconosciuti da tutti. Questo sito, nato nel 1999, ha finalità informative e non pubblicitarie dell'attività del Dott. La Torre. |
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