LA TERAPIA ANTI - IDROPE
Versione Maggio 2012 del protocollo di terapia
PER TESTIMONIANZE SULLA EFFICACIA DELLA TERAPIA E SULLA ASSOLUTA SICUREZZA E ASSENZA DI EFFETTI COLATERALI, POTETE LEGGERE I COMMENTI DEI PAZIENTI (OVVIAMENTE UN NUMERO MOLTO PIU' LIMITATO DI QUELLI EFFETTIVAMENTE TRATTATI) QUI:
Testimonianze dei pazienti sulla cura anti-idrope
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L'attuale TRATTAMENTO MULTIPLO INTEGRATO A STADI ANTI-IDROPE attualmente da me proposto ai pazienti, prevede l'abbinamento, con modalità diverse in base ad alcune caratteristiche specifiche del paziente o dei disturbi ed ai risultati raggiunti, di diverse componenti sinergiche farmacologiche e non farmacologiche, volte a contrastare l'idrope, principalmente (ma non solo) creando un antagonismo specifico nei confronti dell'azione dell'ormone antidiuretico (ADH) che sappiamo essere il principale regolatore dei liquidi labirintici.
Le terapie non farmacologiche sono rappresentate da: una speciale dieta abbinata a un notevole carico idrico (aumento dei liquidi assunti quotidiamente), poiché l'acqua è il principale inibitore naturale dell'ormone antidiuretico; autoinsufflazioni con OTOVENT, un semplice dispositivo a palloncino, che permettono di creare una contropressione; solo in casi particolari, con la stessa finalità di creare una contropressione sull'orecchio, sedute di camera iperbarica.
Le terapie farmacologiche consistono nell'uso di alcuni neurofarmaci totalmente privi di reali effetti colaterali grazie alla particolarità dell'incremento molto graduale e progressivo, di una breve terapia con cortisonici (per via intramuscolare e successivamente per via orale), totalmente privi di effetti collaterali con la modalità con la quale vengono prescritti, del mannitolo, diuretico osmotico ben noto ma somministrato, nel mio protocollo, in modo del tutto particolare e nemmeno più sempre necessario.
Nel box laterale in basso a sinistra potete avere dettagli su ogni singolo componente.
Si tratta di una cura che presenta controindicazioni molto limitate, che può essere portata avanti, visto il breve tempo che richiede, anche da persone anziane che non abbiano specifiche controindicazioni o in adolescenti, con opportune variazioni. Non ha praticamente alcun effetto collaterale, non è costosa, è fattibile da chiunque ci voglia mettere un po' di buona volontà, anche se richiede indispensabilmente la massima attenzione e scrupolosità nel seguirla, e l'assoluta fiducia nel portarla avanti.
Non è assolutamente una terapia a vita. Non permette di parlare di guarigione perchè non possono comunque essere escluse recidive, ma queste sono sempre comunque trattabili e autogestbili dal paziente.
Non richiede mai ricovero ospedaliero, né astensione dal lavoro, né comporta alcuna limitazione se non il consiglio di non effettuare intensa attività sportiva nei soli giorni della dieta. Può perfettamente essere eseguita dal paziente a domicilio in ogni sua componente e riutillizata nel modo più idoneo una volta appresa, in caso di eventuali recidive.
Sebbene non sia certamente in grado di agire su eventuali danni permanenti (possibili peraltro, ma mai dimostrabili a priori, qualunque cosa vi sia stata raccontata, solo per acufeni ed ipoacusia stazionari senza fasi di remissione nemmeno transitorie o quote invariabili di acufene o ipoacusia in caso di fluttuazioni), la terapia da me ideata e proposta è certamente efficace sull'idrope, al punto da poter affermare che tutti i pazienti con idrope certo che la seguano perfettamente (e questo lo devo valutare io e non il paziente da solo!) attenendosi a tutto quanto richiesto, hanno sempre un evidente miglioramento se non la totale scomparsa dei disturbi.
La terapia non comporta l'acquisto di nessun apparecchio o dispositivo costoso. Non è una terapia sperimentale poiché seppur con notevoli evoluzioni e modifiche effettuate nel corso degli anni viene proposta dal 1998 ed è stata attuata su migliaia e migliaia di pazienti, senza mai alcun reale effetto collaterale significativo o conseguenze negative.
Il protocollo di terapia standard 2012
Ma vediamo come si svolge praticamente il percorso terapeutico standard, tenendo presente che spesso sono necessarie variazioni individualizzate della terapia stessa o adattamenti.
La terapia inizia solo con l'assunzione a dosi progressivamente crescenti dei alcuni farmaci attivi sui neurotrasmettitori (neurofarmaci) e con l'aumento del carico idrico (almeno 3 litri di acqua iposodica al giorno e con specifiche regole di distribuzione che vengono prescritte in modo preciso).
La terapia con i neurofarmaci è una componente fondamentale che deve a mio giudizio essere preso sempre in considerazione per evitare un possibile fallimento, o la tendenza troppo precoce ad una recidiva. Se mi limito a bloccare solo uno dei principali fattori di stimolo alla liberazione dell'ormone antidiuretico, rischio di avere recidive troppo frequenti o un cambiamento della situazione insufficiente perchè l'ormone antidiuretico è in assoluto un ormone da stress e questo non può essere trascurato.
Per creare un "ombrello" tra stress, inevitabile per tutti, in particolare psicologico, ma anche legato a variazioni atmosferiche o sbalzi di pressione atmosferica, ciclo mestruale ecc... e stimolo alla liberazione dell'ormone, viene utilizzato un protocollo di neurofarmaci costituiti da un inibitore del re-uptake della serotonina, molto famoso, la paroxetina, un inibitore della dopamina, la levosulpiride, e una benzodiazepina nota principalmente come antiepilettico, il clonazepam. I neurofarmaci, se prescritti, dovranno essere continuati senza alcuna interruzione a dosaggio pieno o a quello da me indicato, fino alla fine del terzo ciclo (secondo ciclo di richiamo) e quindi per un minimo di tre mesi e solo dopo potranno essere calati gradualmente, e solo dopo mia precisa indicazione in tal senso. Recentemente è stato aggiunto (ma solo qualora la terapia iniziale non sia sufficiente, un ulteriore farmaco, il valproato). In ogni caso si tratta di farmaci perfettamente noti e praticamente privi di effetti collaterali con le modalità utilizzate ed ogni paura è ingiustificata. Ad ogni modo sono sempre disponibile per aiutarvi a vincere ogni timore, ma la terapia con i neurofarmaci, se volete ottenere dei risultati significativi, serve.
Spesso, in casi particolari, questo è già sufficiente a notare benefici evidenti soprattutto per quanto riguarda vertigini e acufeni e a volte evita perfino la necessità di ulteriori fasi di terapia.
Se questo non fosse sufficiente (e spesso purtoppo non lo è) si deve avviare la seconda fase di terapia che prevede l'integrazione della dieta, che inizialmente dura solo 10 -15 giorni, della terapia cortisonica, delle autoinsufflazioni con OTOVENT
E' comunque prevista la ripetizione di questo breve ciclo di terapia per almeno 3 volte (7-10 gg al mese) anche in caso di rapido e totale successo quale prevenzione delle recidive a breve termine. Al di fuori dei periodi di terapia (ovvero il ciclo iniziale di 10 giorni ed i successivi cicli di richiamo mensili nei due mesi successivi) l'alimentazione è semilibera con minime restrizioni
Questo trattamento così semplice (soprattutto quando non è neceesario effettuare un ciclo completo più lungo e le fleboclisi, l'impegno è davvero minimo) è spesso già sufficiente a risolvere situazioni più semplici da trattare.
Solo nei casi più resistenti nei quali il ciclo iniziale di terapia non si sia rivelato sufficiente, sarà necessario avviare un ciclo dieta più protratta (da due a quattro settimane) integrato da due fleboclisi di mannitolo e cortisone ed una terapia cortisonica protratta. Solo qualora anche dopo questa fase non si fosse ancora raggiunto il risultato che si cerca di ottenere (ipotesi possibile generalmente solo per acufeni o ipoacusia stazionari non variabili o quota fissa di questi disturbi o per recidive troppo frequenti) verrà ripetuto dopo opportuna pausa il ciclo completo con fleboclisi ma con aggiunta di camera iperbarica.
In questa immmagine viene riassunto l'attuale protocollo di terapia (preceduto da una fase preliminare con carico idrico e neurofarmaci):

Nulla di complicato quindi e isolatamente, considerando le singole componenti, si tratta di terapie già ben note. Quel che rende decisamente più efficace la terapia rispetto alle sue singole componenti isolate è però la sincronia del trattamento ed il rispetto di tempi e modalità precisi.
• La dieta non ha assolutamente nulla a che vedere con le tradizionali diete iposodiche, e ha delle regole ben diverse da qualunque altro regime dietetico noto.
• Il carico idrico richiesto è di ben 3 litri al giorno con tempi di assunzione ben determinati. Nessuno a quanto mi risulta ha mai chiesto di bere così tanto con una precisa distribuzione giornaliera.
• I neurofarmaci utilizzati abbinano l'assenza di effetti rimbalzo se la sospensione viene effettuata gruadualmente come richiesto, nessuna assuefazione e nessun effetto collaterale significativo, a caratteristiche che li rendono molto più efficaci rispetto ad altri apparentemente analoghi. Nessuno a quanto mi risulta ha mai prescritto questo schema per questi disturbi.
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I cortisonici funzionano in modo completamente diverso se somministrati per via parenterale (iniezione) o per via orale e soprattutto se associati rigorosamente al carico idrico ovvero bere molta acqua si comportano da diuretici anziche dare ritenzione in quanto agiscono come inibitori dell'ormone antidiuretico. A quanto mi risulta nessuno ha mai proposto carico idrico e cortisone per via parenterale in associazione.
• Le fleboclisi, effettuabili perfino a domicilio senza alcun problema vengono proposte con una metodica particolare che prevede l'associazione di un notevole carico di acqua prima e durante la fleboclisi, e la somministrazione veloce con somministrazione simultanea di mannitolo e cortisonico, il che rende questo tipo di fleboclisi completamente diverso da quelle già proposte altrove e magari già sperimentate. E per la maggior efficacia ne bastano, semmai siano necessarie, solo due, una al giorno per due soli giorni.
Un elemento importante da considerare è inoltre la necessità di eseguire la terapia non solo perfettamente, ma in piena fiducia e serenamente senza alcun dubbio circa possibili effetti collaterali praticamente inesistenti. La fiducia è elemento essenziale senza il quale l'efficacia della terapia può essere ridotta poiché lo stress derivante dall'insicurezza o dall'indecisione può alzare i livelli dell'ormone antidiuretico e quindi l'idrope stesso contrastando la terapia. Sembra cosa da poco ma non lo è. E' qualcosa ben diverso dall'effetto placebo.
Non si deve MAI dimenticare che l'idrope è una condizione psicosomatica dove lo stress (e in particolare quello derivante da indecisione o paura) gioca un ruolo fondamentale.
Ecco riassunto in una immagine esaustiva il meccanismo circolare che dobbiamo combattere e i punti di attacco della mia terapia.

Scopo della mia consulenza, indispensabile prima di avviare il trattamento, e ormai da tempo effettuabile comodamente da casa propria via internet e collegamento audiovideo, è proprio tra l'altro valutare l'idoneità e la disponibilità del paziente ad effettuarlo correttamente oltre alla reale necessità di cura, alle eventuali controindicazioni che possono impedire di attuare parte della terapia, o alle possibile variazioni individualizzate del trattamento.
Il pulsante continua vi porterà stavolta, avendo terminato tutti gli argomenti da discutere, se avete scelto la navigazione progressiva, alla pagina contenente tutte le informazioni per richiedere il mio intervento attivo se lo desiderate. Se vi interessa conoscermi meglio potete far clic sul link "curriculum e storia professionale" presente in ogni pagina sotto la mia foto. ...
E se siete colleghi medici, non siate troppo arrabiati con me per le mie picconate. in fin dei conti lo sapete anche voi che quello che ho scritto... è tutto vero! E ogni volta che vorrete discuterne con me di persona davanti a un caffè o assistere a qualche consulenza sarete sempre ben acetti. Non ricevo manco uno straccio di mail da un collega da molti anni, se non per lui stesso come paziente o per un parente (e in questo caso sono molti i medici che mi contattano, invece) ma chi lo sa cosa riserva il futuro...
In entrambi i casi, che siate pazienti, medici o qualunque sia il motivo per cui avete consultato questo sito, grazie del tempo che gli avete dedicato. E poiché viene aggiornato spesso, tornate a visitarlo ancora all'indirizzo www.idrope.com .
Dott. Andrea La Torre
