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Dott. La Torre

Il Dr. Andrea La Torre è un medico libero professionista, specialista in Otorinolaringoiatria, e si occupa attualmente in modo specifico di disturbi a carico dell' orecchio interno (coclea, labirinto) e di terapia anti-idrope e non di otorino generale.


Offre consulenza e terapia specifica sia in ambulatorio a ROMA, sia, più comodamente e con numerosi vantaggi, attraverso consulenza audiovideo su Skype, esattamente equivalente, non essendo comunque più eseguiti da tempo esami diagnostici che non avrebbero più alcuna utilità (vedere box a destra)

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professionale

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"Il porsi costantemente dei problemi sta alla base della saggezza. Poiché attraverso i problemi siamo portati all'indagine, e attraverso l'indagine arriviamo alla verità." (Pietro Abelardo)

Il ruolo (inesistente)
della cervicale...


Le patologie vere o presunte della "cervicale" non hanno assolutamente nulla a che vedere con i sintomi di cui qui ci occupiamo, siano vertigini o altro.
Quindi RX o peggio ancora risonanze magnetiche alla ricerca di una causa impossibile sono un assurdo spreco di tempo e di denaro...


cervicale



Manovra di Semont.
Non solo benefici.


Basandosi sulla teoria della cupololitiasi, il fisioterapista francese Alain Semont ha ideato molti anni fa la famosa manovra. Che molto spesso funziona.
Non lo so perché funziona ma certamente non è perchè riporta gli otoliti in posizione. Probabilmente fa qualcosa sull'idrope, tanto che sono descritti anche molti casi anche variazione brusca di un acufene che certamente non può essere causato dagli otoliti. Ma fosse solo quello sarebbe un motivo insignificante per non proporla visto che l'obiettivo deve essere il benessere del paziente più che il capire perché lo abbiamo ottenuto.

Il vero problema taciuto ai pazienti è che a volte fa peggio scatenando vertigini anche maggiori, con trauma psicologico ad un paziente le cui vertigini magari prima erano anche minori di quella "liberatoria"
o peggio aggiungendo o sostituendo ai disturbi un disequilibrio soggettivo persino riferito più invalidante.
Io di pazienti così ne ho visti tanti e ho avuto la fortuna o sfortuna di vederne sin dall'iniizo della mia attività. Sono sicuro che sia una minoranza rispetto a quelli he hanno avuto benefici o semplicemente nessun effetto (anche se come al solito non ho trovato un solo articolo che parli di effetti collaterali, ma forse mi è sfuggito).
E io per principio morale quando si ha una alternativa migliore (e spesso basta della ginnastica autogestita a casa) sono contrario a qualunque terapia possa peggiorare o rischiare di peggiorare qualcuno e non la ho MAI eseguita. Perchè non esistono maggioranze e minoranze. Ogni paziente merita rispetto come individuo.

Però in questo probabilmente sto sbagliando io, stavolta. Perchè se è vero che spesso elimina per molto tempo rapidamente il problema e che certamente non lo fa spostando otoliti, ma forse cambiando qualcosa nell'idrope e visto che sembra che a volte sia riuscita a dare benefici immediati pure per gli acufeni, forse dovrei, lasciando la decisione al paziente, opportunamente informato tentarla perfino quale terapia degli acufeni e per l'idrope in generale e non solo per vertigini. Sarei curioso, inoltre di sapere (non posso farla su di me perchè avrendo anche io un lieve idrope non sarebbe attendibile
) cosa può fare su persone del tutto asintomatiche e senza idrope. Inizierò forse una fase di ricerca, ma per il momento posso dire che...


non mi piace la semont



Acufene, sordità, vertigini, orecchio chiuso, sindrome o malattia di Meniere: la cura... volendo.... c'è! (pagina 9)

 

VERTIGINI RICORRENTI E DISEQUILIBRIO SOGGETTIVO
E' sempre orecchio! E' sempre idrope!


Tutte le sindromi vertiginose ricorrenti o croniche, incluse quelle attribuite tradizionalmente ad altre cause (ad esempio la ben nota cupololitiasi, la cui teoria deriva solo da osservazioni autoptiche isolate fatte negli anni '70 e mai confermate), o quelle di tipo soggettivo con disequilibrio più o meno costante, che generalmente restano senza alcuna diagnosi e senza reali terapie, derivano sempre da alterazioni a livello del labirinto (orecchio interno) e sempre dall'azione idromeccanica di liquidi labirintici (idrope), e non da danni permanenti irreversibili che al massimo possono generare una singola importante crisi acuta (labirintite). Un recettore definitivamente danneggiato non può più produrre vertigine.

L'area del labirinto responsabile delle vertigini e del disequilibrio è il labirinto posteriore costituito da cinque recettori per lato: le creste ampollari dei tre canali semicircolari, sensibili ai movimenti rotatori e le macule dell''utriculo e del sacculo, sensibili ai movimenti lineari e alla posizione della testa.
Nei canali semicrcolari la rotazione determina il piegamento del recettore a causa dello spostamento relativo dell'endolinfa che lo circonda. Nelle macule, il diverso peso degli otoliti, contenuti in una massa gelatinosa, stira le ciglia delle cellule che costituiscono il recettore.

labirinto
Compito del labirinto posteriore è la regolazione dell'equilibrio del corpo e l'aggiustamento della posizione degli occhi, per mantenere lo sguardo correttamente, nelle varie condizioni statiche e di movimento. Una stimolazione "idromeccanica" anomala di questi recettori determina vertigine e disequilibrio.

Quindi, fino a prova contraria, ogni sindrome vertiginosa sia essa caratterizzata da crisi ricorrenti o da sintomi soggettivi persistenti è trattabile e controllabile senza dover ricorrere a procedure distruttive. Certamente non con farmaci tradizionali come la betaistina o altri che hanno molta meno efficacia di come sia descritto da chi li "spinge". Ma con la giusta terapia dell'idrope, nessuna sindrome vertiginosa resta "incurabile".

Ma come convincere chi propone di sezionare il nervo vestibolare (per fortuna cosa non alla portata di tutti gli specialisti) o peggio ancora la distruzione chimica con gentamicina (purtroppo alla portata di tutti) a provare reali alternative prima di creare danni permanenti e irreversibili non necessari?

E come far capire che l'unico organo in grado di dare vertigini o disturbi soggettivi dell'equilibrio è l'orecchio e non certo la cervicale, l'articolazione mandibolare, malattie neurologiche o chissà cos'altro, visto che solo in quest'organo risiedono recettori in grado di procurare questi disturbi?

Come spiegarlo a chi non comprende nemmeno la differenza tra un disequilibrio soggettivo, solo per fare un esempio e la vera instabilità di tipo atassico, sintomo di origine indubbiamente neurologica ma completamente diverso? Sapete che le "vertigini" muovono più soldi spesi in consulenze, esami e terapie inutili di quanto possiate immaginare?


Ma cosa sono esattamente le vertigini?

Cominciamo a dire cosa la vertigine non è!

In pieno accordo con il sig. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che in sua bella canzone canta "...La vertigine non è... paura di cadere...", la vertigine è tutt'altra cosa rispetto alla spiacevole sensazione che alcuni provano guardando dall'alto in basso popolarmente definita "soffrire di vertigini". Quella si chiama "acrofobia" ed è un disturbo di panico correlato alla "paura di cadere". La scena dell'investigatore colto dal panico nella torre in "La donna che visse due volte" di Hitchcock, rende benissimo l'idea... della confusione che c'era all'epoca e che c'è tutt'ora tra i due disturbi. E infatti il titolo originale del film è "VERTIGO"!! "Panic" sarebbe stato molto più appropriato.

Che poi il panico sia molto spesso correlato alla vertigine e che molti pazienti con vertigini abbiano o abbiano avuto in passato anche frequenti attacchi di panico, e comunque ci siano enormi implicazioni psicologiche è però cosa ben nota e da non dimenticare mai quando si vuole impostare una corretta terapia.

La definizione corretta di vertigine è: Errata, falsa, sensazione (illusione) di movimento dell'ambiente circostante rispetto al nostro corpo (che non deve essere necessariamente di tipo rotatorio) o del nostro corpo rispetto all'ambiente circostante.

Il termine vertigine, che indica un sintomo e non una patologia, e quindi non corrisponde ad una diagnosi, ma solo alla "traduzione" in termini medici del disturbo riferito dal paziente, implica nella sua definizione l'"illusione del movimento" ovvero del cambiamento dei rapporti tra il soggetto e l'ambiente, indipendentemente dall'entità, dalla durata o dalle caratteristiche della vertigine stessa.

Sintomi vaghi di disorientamento, stordimento, attacco di panico concomitante, e perfino i possibili fenomeni neurovegetativi (nausea, vomito, variazioni della pressione e della frequenza cardiaca, sudorazione, ecc...), pur potendosi associare alla vertigine, non sono definibili quindi con questo termine e non derivano, a differenza della vertigine vera e propria che è solo la sensazione illusoria di movimento, direttamente dall'orecchio, ma dalle connessioni che questo ha con il cervello e dalla risposta del cervello alla vertigine stessa... Non bisogna infatti dimenticare che gli stessi disturbi di accompagnamento possono comparire anche in situazioni che con l'orecchio e le vertigini non c'entrano nulla, come veri attacchi di panico o attacchi di emicrania, ad esempio.


Che significato ha la distinzione classica tra vertigini oggettive e vertigini soggettive?

E' ben nota a tutti la classica distinzione tra vertigine "soggettiva" e "oggettiva", intendendo con la prima la sensazione che sia il nostro corpo a muoversi, girare, sbandare, oscillare ecc, mentre con il termine "oggettivo" ci si riferisce alla sensazione che il movimento riguardi l'ambiente.

In realtà questa distinzione, sulla quale per anni si è erroneamente ed inspiegabilmente creduto di poter far diagnosi, attribuendo le vertigini oggettive all'orecchio e quelle soggettive a cause neurologiche (??), è tutt'altro che marcata, potendo spesso i due fenomeni coesistere nello stesso paziente o persino nell'ambito della stessa manifestazione di vertigine. Distinzione peraltro assolutamente ininfluente ai fini della diagnosi e della terapia, visto che in realtà TUTTE le vertigini derivano da un errore di informazione periferica e mai da un errore di interpretazione cerebrale o di esecuzione. Ovvero dall'orecchio.

Per dirla in termini informatici, forse a non tutti comprensibili, il problema sta nell'input errato e non nell'elaborazione dell'informazione inviata correttamente o nell'output...
Quindi le visite dal neurologo o dall'oculista (per non parlare di quelle dal fisiatra) non servono assolutamente a nulla.

Il problema, con i pazienti affetti da vertigini, siano esse crisi ricorrenti, magari anche rare ma con una gran paura che la cosa peggiori o si riacutizzi , oppure frequenti al punto da rendere la vita invivibile, oppure un più o meno costante senso di disequilibrio soggettivo cronico, non è la diagnosi! Perchè è sempre idrope!

Ma, per poter curare un paziente, bisogna dargli una cura...

A meno che, soprattutto per quanto riguarda le vertigini a crisi ricorrenti, la fase acuta non passi da sola e subentri una fase spontanea di remissione, cosa sempre possibile per tutti i sintomi da idrope ed in particolare per le vertigini, e ben nota a tutti quelli che, dopo una periodo iniziale, sono stati bene per anni. E che spesso viene erroneamente e senza reale merito attribuita a terapie che risultati non potrebbero mai darne perchè non hanno alcuna azione specifica.

Ma se si deve fare terapia, di terapia ce n'è una sola che funzioni davvero. La terapia anti-idrope, della quale si parla nell'apposita sezione.




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CONSULENZA AUDIO
VIDEO SU SKYPE

Non c'è alcuna necessità di recarsi in ambulatorio e attendere sedute di visita programmate per il colloquio necessario all'avviamento della terapia e per la successiva assistenza alla terapia stessa.

La maggior parte delle consulenze vengono oggi infatti effettuate in modo esattamente equivalente con il collegamento audiovideo su Skype, senza bisogno di spostamenti, con la possibilità di organizzare la consulenza in orari a voi comodi, da casa vostra e a costi ridotti.

La consulenza video su skype presenta solo vantaggi e nessuno svantaggio.

Grazie a questa possibilità seguo oggi pazienti in ogni parte del mondo senza più limiti geografici con il vantaggio di poter offrire assistenza continuativa.


Tecnicamente è tutto facilissimo e non costa nulla. E' sufficiente scaricare skype, avere una webcam, che costa pochissimo, e avere un buon collegamento internet. Potete provare e verificare la qualità facendo una chiamata gratuitamente utilizzando il link in questa pagina.

Vi prego di superare il possibile scetticismo verso un metodo nuovo e ancora non diffuso di offrire assistenza medica, possibile ovviamente solo quando ci si occupa di patologie specifiche quali l'idrope per le quali oggi, dopo anni di studio e di esami eseguiti, la presenza fisica del paziente in ambulatorio non offrirebbe più alcun vantaggio.

D'altronde sono sempre stato innovatore nel mio settore e vedrete che presto altri mi seguiranno.


Per informazioni e per prenotare una consulenza in ambulatorio o su skype

 




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Il mio stato


La leggenda del
"sassolino vagabondo"


La cupololitiasi (vertigine da distacco di otoliti) non esiste. Anche le vertigini posizionali derivano dall'idrope.

Nonostante la teoria, ideata da Schucknecht (uno di quelli che contavano all'epoca) negli anni'60 quest'ipotesi tramandata per anni non è mai stata veramente confermata. I lavori successivi hanno dato per scontato che siccome lo sosteneva Schuknecht doveva essere così di sicuro e si sono concentrati sulla terapia e non più sulle cause.

Studiando sistematicamente tutto il labirinto incluso il settore uditivo io invece ho potuto riscontrare che tutti i pazienti con vertigini posizionali benigne avevano anche idrope, documentabile con gli esami opportuni, e che spesso i pazienti se interrogati esplicitamente riferivano anche altri sintomi uditivi, es. acufene) e altri tipi di crisi più simili a quelle menieriche, ma magari solo nel passato. E i pazienti con Meniere tipica, pur dandogli meno peso, avevano anche brevi crisi posizionali.
E tutto questo andava contro la teoria che a causare il problema fossero gli otoliti, a meno che tutti i pazienti non avessereo per pura "sfiga" anche l'idrope.

Inoltre altre cose non tornavano essendo ormai accertato che esiste un ricambio degli otoliti che non sono sempre gli stessi e che questi sono contenuti in una matrice gelatinosa, per cui è imposisbile che una manovra di riposizionamento come quell di Semont (box in preparazione) li potesse riportare nella giusta sede. Se funziona è perchè smuove liquidi, forse.

Già nel lontano 2000 scrissi timidamente su internet "Meniere e VPPB, Due varianti della stessa malattia?".
Ma mi sembrava strano che solo io ci fossi arrivato quando tutto il mondo era d'accordo sul fatto che si trattassse di due cose ben distinte una da idrope e una da otoliti vaganti. Eppure tutto spingeva verso il mio modo di vedere le cose.

Quando poi ho deciso di esaminare tutto quanto fosse stato scritto per 30 anni e più sulla materia, avendo visto come valesse l'"ipse dixit" "(lo ha detto lui") più che il ragionamento, ho capito perché!


sassolino